Tutto è iniziato in una sera apparentemente tranquilla.
Anika era sul divano, una tazza di tè tra le mani.
La casa era immersa nel silenzio, rotto solo dal ticchettio dell’orologio.
Poi, qualcosa attirò il suo sguardo. Un minuscolo punto grigio si muoveva lentamente lungo la parete, proprio nell’angolo della stanza. All’inizio pensò a una falena o a un granello di polvere, ma avvicinandosi vide che quell’insetto trasportava una piccola custodia, come un minuscolo sacco cucito al suo corpo.

“Che cos’è?” si chiese. E proprio in quel momento le tornarono in mente le parole di Julien, il suo caro amico. La casa in cui viveva era appartenuta a sua nonna. Una vecchia costruzione in pietra risalente al XIX secolo. 🪨
Sua nonna ripeteva spesso:
“Queste mura custodiscono dei segreti.”
Anika aveva sempre sorriso di fronte a quella frase, prendendola come uno dei tanti racconti fantasiosi della nonna.
Ma ora, guardando quelle strane creature sbucare dalle crepe delle pareti… iniziava a dubitare.

Una sera, spinta da un’inquietudine crescente, prese una torcia e scese in cantina. L’aria era densa, umida. Le pareti erano piene di piccole “scatole” attaccate come bozzoli viventi.
Ma ciò che la lasciò senza fiato fu un punto del muro che sembrava… diverso. Più fragile. Quasi mobile.
Mossa dalla curiosità, sfiorò la pietra. Con suo stupore, alcune rocce si mossero. Riuscì ad aprire un piccolo varco. Subito chiamò Julien. Insieme, con mani tremanti ma decise, cominciarono a smuovere le pietre.

Dietro di esse… c’era una porta. Una porta stretta e dimenticata, nascosta da decenni.
Anika sentì il cuore battere all’impazzata. Ma non si fermò. Con la torcia accesa, entrarono nel passaggio.
Il corridoio era buio, umido, e le pareti… infestate dagli stessi insetti. Le loro piccole custodie erano ovunque, come lanterne organiche appese alle pareti.

E fu allora che Anika ebbe una strana sensazione.
Quelle creature stavano mostrando la strada.