Le sorelle gemelle sono nate con la testa unita, ma a 9 mesi sono state separate: ecco come appaiono oggi, anni dopo.

by zuzustory1303
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Queste sorelle gemelle sono nate unite per la testa. Avevano corpi separati, braccia e gambe distinti, ma i vasi sanguigni del cervello collegati rendevano il loro caso particolarmente complesso. Nonostante la difficoltà, decine di medici e specialisti si sono riuniti per operare le bambine e separarle. Fortunatamente, l’operazione è stata un successo e oggi ciascuna delle due ha una testa propria.

Guardate come appaiono le sorelle anni dopo. Abigail e Michaela Bachinski sono le bambine la cui storia è iniziata con una sfida che pochissimi affrontano. Sono nate come gemelle siamesi, unite per il cranio, una condizione chiamata craniofago, una delle forme più rare e complesse di gemelli siamesi.

Abigail e Michaela avevano corpi separati, braccia e gambe distinte, ma le loro teste erano unite e condividevano i vasi sanguigni del cervello, rendendo il loro caso estremamente rischioso.

Fin dall’inizio i medici hanno spiegato ai genitori che il percorso sarebbe stato lungo e molto delicato, ma non c’era altra possibilità per le bambine. La gravidanza è stata costantemente monitorata e un’intera squadra di specialisti era pronta per il parto.

Dopo la nascita, le gemelle sono state subito seguite dai neurochirurghi, perché qualsiasi movimento imprudente avrebbe potuto costare loro la vita.

Quando le bambine avevano circa 9-11 mesi, i medici hanno intrapreso l’operazione di separazione. Non si trattava di un solo intervento, ma di una lunga preparazione a tappe, seguita dall’intervento principale che è durato quasi un giorno intero. In sala operatoria hanno lavorato decine di medici: neurochirurghi, anestesisti e specialisti vascolari.

Hanno dovuto separare millimetro per millimetro i vasi cerebrali, creando per ciascuna bambina un sistema circolatorio indipendente. Il rischio era enorme e i medici non lo nascondevano: c’era la possibilità di perdere una o entrambe le bambine fino all’ultimo momento.

L’operazione è però riuscita.

Dopo l’intervento è iniziato un periodo altrettanto difficile: la riabilitazione. Le bambine hanno dovuto imparare di nuovo a tenere la testa, a sedersi e a muoversi, perché prima sentivano sempre la vicinanza dell’altra. Ci sono stati ricoveri in terapia intensiva, dolore, medicazioni e lunghi mesi di recupero.

Oggi Abigail e Michaela vivono separate, come normali bambini. Ognuna ha il proprio lettino, i propri giochi e il proprio carattere. Studiano, giocano, ridono e crescono. Hanno ancora visite mediche e forse ulteriori interventi, ma la cosa più importante è già successa: ciascuna ha la propria vita.

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